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BTP o conto deposito: come si confrontano davvero

BTP e conto deposito sembrano rispondere allo stesso bisogno — mettere al sicuro dei risparmi con un rendimento certo — ma sono strumenti diversi su quattro fronti: tassazione (12,5% sui BTP contro 26% sul conto deposito), garanzia (Stato italiano contro fondo interbancario fino a 100.000 euro per banca), liquidità e oscillazione del prezzo. Il conto deposito è più semplice e prevedibile; il BTP può rendere di più al netto delle tasse, ma solo se lo tieni fino alla scadenza.

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Cosa cambia tra BTP e conto deposito con i tassi attuali?

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Il confronto punto per punto

Tassazione: sugli interessi dei BTP si paga il 12,5%, sui conti deposito il 26%. A parità di rendimento lordo, il BTP lascia in tasca circa il 18% in più di interessi. Entrambi scontano l'imposta di bollo dello 0,2% annuo (sul conto deposito spesso la paga la banca, sul dossier titoli quasi sempre no: verifica).

Garanzia: il conto deposito è coperto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per intestatario e per banca. Il BTP non ha un fondo di garanzia: risponde direttamente lo Stato italiano. Sono due rischi diversi, non uno più sicuro in assoluto — dipende da chi ritieni più solido e su quale orizzonte.

Liquidità: il conto deposito svincolato si può liberare quando vuoi, quello vincolato di solito prevede penali o la perdita degli interessi maturati. Il BTP si può vendere ogni giorno di Borsa, ma al prezzo di mercato, che può essere sotto quello di acquisto.

Prezzo: il conto deposito non oscilla mai, il capitale nominale è sempre quello. Il BTP oscilla ogni giorno in base ai tassi e allo spread; l'oscillazione conta solo se vendi prima della scadenza.

Esempio numerico su 10.000 euro per 3 anni

Conto deposito vincolato al 3,00% lordo: 300 euro lordi l'anno, meno il 26% di tasse, restano circa 222 euro netti l'anno, cioè il 2,22% netto.

BTP con cedola del 3,00% lordo: 300 euro lordi l'anno, meno il 12,5%, restano circa 262 euro, meno circa 20 euro di bollo sul dossier: circa 242 euro netti, cioè il 2,42% netto.

Su 3 anni la differenza è di circa 60 euro a favore del BTP a parità di tasso lordo. È un vantaggio reale ma non enorme: se il conto deposito offre mezzo punto in più di tasso lordo, il confronto si ribalta. Rifai sempre il conto sui numeri del momento, non sulla regola generale.

Quando conviene l'uno, quando l'altro

Il conto deposito è più adatto a somme che potrebbero servire, a orizzonti brevi (6-24 mesi) e a chi vuole zero sorprese e zero gestione: nessun prezzo da guardare, nessuna decisione da prendere.

Il BTP è più adatto a orizzonti più lunghi, a somme che puoi davvero lasciare ferme e a chi vuole fissare oggi un rendimento per diversi anni: è la sua vera differenza, perché il tasso del conto deposito si azzera o si rinegozia alla scadenza del vincolo, mentre la cedola del BTP resta quella per tutta la durata.

Sopra i 100.000 euro il ragionamento cambia ancora: oltre quella soglia il conto deposito non è più coperto dalla garanzia, e molti scelgono di dividere tra più banche o di spostare parte della somma su titoli di Stato.

L'errore più comune nel confronto

Confrontare il tasso lordo del conto deposito con il rendimento netto del BTP (o viceversa) è l'errore che fa sbagliare quasi tutti i confronti letti online. I due prodotti hanno aliquote diverse: l'unico paragone onesto è netto contro netto, bollo incluso.

Il secondo errore è ignorare l'inflazione. Un 2,4% netto con inflazione al 2% lascia un guadagno reale vicino allo zero: serve a proteggere il potere d'acquisto, non a farlo crescere. È una funzione utile e legittima, ma va scelta consapevolmente.

In brief

  • Tasse: 12,5% sui BTP contro 26% sul conto deposito — a parità di lordo il BTP rende di più netto.
  • Garanzie diverse: Stato italiano per il BTP, fondo interbancario fino a 100.000 euro per il conto deposito.
  • Il conto deposito non oscilla mai; il BTP oscilla, ma solo se vendi prima della scadenza.
  • Il BTP fissa il rendimento per anni; il tasso del conto deposito si rinegozia a fine vincolo.
  • Confronta sempre netto contro netto, bollo incluso, e poi guarda l'inflazione.

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